G. B. Unterveger, un pioniere con un entusiasmo da tramandare

di Federico Duca

L’immagine in evidenza proviene dalla collezione privata del nostro Leonardo Valentini. E’ attribuibile a G. B. Unterveger e risale indicativamente al 1870-1890.

Se siete arrivati qui sicuramente avrete voglia di sapere di più sul nostro personaggio.

A metà Ottocento non è stato sicuramente facile per la fotografia affermarsi come nuovo strumento di informazione e divulgazione. Da un lato i governanti cercavano spesso di limitare questa nuova arte, in quanto considerata troppo realistica e dunque priva della consueta retorica. Dall’altro lato anche la Chiesa non aiutava la fotografia a diffondersi, il clero operava difatti una repressione di tipo “morale”, invitando tutti i fedeli a non farsi fotografare, poiché considerato immorale e vanitoso. 

Immaginatevi alla luce di quanto detto cosa doveva pensare la gente comune dei fotografi e di questo nuovo misterioso mestiere. Possiamo di certo dire, riassumendo, che non è stato affatto facile per G. B. Unterveger affermarsi e crearsi una credibilità nella società trentina di allora, questa difficoltà lo portò infatti spesso fuori dalla nostra provincia. Nelle sue memorie si possono leggere numerosi aneddoti, ma ci preme raccontarne alcuni, per dare contezza al lettore della sua determinazione, passione e entusiasmo. 

Quando cercò di lavorare e di stanziarsi in Trentino ancora all’inizio della sua carriera, provò a fermarsi ad Arco, ma la gendarmeria gli negò il permesso di soggiorno, perché la sua professione era considerata poco seria. Giunto a Pergine, i perginesi lo scambiarono per un negromante e, se non fosse stato per un amico che lo avvisò poco prima, probabilmente oggi non potremmo raccontare la sua storia. 

Giovanni Battista Unterveger, autoritratto, 1890 ca. La SAT. Cento anni 1872–1972. Pubblicazione celebrativa del centenario di fondazione della Società degli Alpinisti Tridentini sezione di Trento del Club Alpino Italiano, a cura di Romano Cirolini ed Ezio Mosna, Trento 1973, CC BY 4.0, tratta da Lichtbild – Argento Vivo.

Oltre a difficoltà di ordine pratico ebbe anche numerose difficoltà di ordine tecnico. Nel 1862 fu infatti uno dei primi fotografi che provò a a ritrarre vedute e a dedicarsi al paesaggio con tutti gli impedimenti che offriva il processo al collodio. Si fece costruire una tenda trasportabile di diciotto chili per le sue ascensioni. Per traportare tutta la strumentazione necessaria in montagna servivano almeno due trasportatori, senza contare le persone che portavano i viveri. Non era di certo facile sviluppare le foto nella camera oscura trasportabile, Unterveger racconta infatti di come spesso gli aiutanti dovevano tenergli la tenda chiusa e ferma, mentre lui lavorava con freddo, vento e bufera. Inoltre il vento faceva depositare sulle lastre molti pulviscoli e l’Unterveger era sempre costretto ad esporre diverse lastre per poi scegliere la meno danneggiata. 

Insomma fu un vero pioniere, che seppe reinventare il suo lavoro, quando una standardizzazione e una maggiore semplicità nei procedimenti diede la possibilità a molti fotografi, anche dilettanti, di dedicarsi alla fotografia. Riuscì a trovare dei temi originali da raccontare per differenziare la sua opera e per farsi conoscere. Questa originalità gli permise di raggiungere una fama internazionale come fotografo e permise alla nostra piccola regione incastonata tra le montagne di essere conosciuta in tutta Europa proprio grazie alla sua coraggiosa documentazione fotografica.

Gruppo Susat, 1908–1910 fotografo: sconosciuto, Archivio storico Società degli Alpinisti Tridentini, CC BY 4.0, tratta da Lichtbild – Argento Vivo.


Bibliografia

  • Vedute del Trentino del socio G. B. Unterveger, Panorama, Trento, 1991.
  • Trento ieri e oggi 2, E. Mosna, Temi, Trento, 1976.
  • Fotografia nel Trentino 1839-1980, F. Menapace, Chiandetti, Udine, 1981 (al cui interno vi sono anche pubblicate le memorie di G. B. Unterveger)
  • Alcuni maestri artigiani trentini, R. Maroni, Edizioni V.D.T.T., Trento, 1973.
  • Storia della fotografia in Tirolo e in Alto Adige, Argento Vivo. Fotografia patrimonio culturale, editore team Argento vivo, Lienz-Brunico-Bolzano, 2018. (Consultabile online)
  • Fotografia. Le antiche tecniche in AFS. Rubrica consultabile online sul sito di Trentino Cultura.
  • 03. Fotografia territorio paesaggio, Vittorio Curzel, Beppo Toffolon, Provincia Autonoma di Trento – tsm Trentino School of Management, Trento, 2015. Per lo studio di casa nostra – L’illustrazione fotografica del Trentino (G.B. Trener 1899), Floriano Menapace. (Consultabile online)
Il giardino dei Ciucioi nello scatto di Massimo Cappelletti
Tratta dal sito di Trentino Cultura: Giovanni Battista Unterveger, “Panoramica di Lavis”, 1862-1880, negativo su vetro al collodio, 13 x 17,8 cm (AFS, Soprintendenza per i beni culturali, Provincia autonoma di Trento)

Pubblicato da Federico Duca

Dopo essermi diplomato senza infamia e senza lode al liceo classico “G. Prati” di Trento, al momento studio Giurisprudenza all’università di Trento. Appassionato di storia locale e giornalismo, qui cerco di sviluppare le mie passioni tra un esame e l’altro.