Com’era la Via Claudia Augusta?

di Nicolò Canal

L’immagine in evidenza proviene dall’archivio privato di fotografie storiche di Leonardo Valentini. La fotografia è stata scattata nel febbraio 1917 circa, si possono vedere reparti Austro-Ungarici che attraversano un ponte semi crollato in Valsugana per dirigersi sull’Ortigara. Il ponte è tutt’ora esistente.

Dopo aver letto il breve articolo sulla Via Claudia Augusta, magari qualche curioso fra voi si starà facendo la mia stessa domanda: “com’era realisticamente la strada romana che attraversava le valli trentine?”. Cercherò dunque di rispondervi, cercando di farvi immaginare cosa volesse dire camminare in Trentino durante la cosiddetta pax romana (I-II sec. d.C.).

Partiamo da un brevissimo contesto, anche solo per aiutare l’immaginazione a fare questo piccolo salto nel tempo. Senza dubbio la vallata era molto meno densamente popolata di oggi, molto meno coltivata e ricca di boschi. Solo a partire dal I sec. d. C. la valle dell’Adige si può dire romanizzata e non più “barbara”, con qualche eccezione di alcune zone più impervie e in prossimità dei rilievi montuosi. Vi è un incremento del benessere economico ed agricolo, sull’onda della ricchezza della pianura padana, regione tra le più ricche dell’impero.

In pianura già da secoli vi sono strade, come l’Aemilia (187 a. C.) e la Postumia (148 a. C.), che sono delle vere e proprie arterie commerciali larghe anche 12 metri. La Via Claudia Augusta al confronto è una “sorella minore” di questi capolavori ingegneristici con i suoi 8 metri massimi di larghezza, sufficienti però da consentire il transito in due sensi di marcia da parte di due carri, come la legge delle XII tavole del V sec prescriveva. 

La Via Claudia Augusta si presentava arcuata verso il centro con due canalette di scolo per favorire lo scarico delle acque piovane. Si pensa che, analogamente alle altre viae principali romane, fosse composta da quattro strati di diversi materiali alla cui sommità (chiamato summum dorsum) vi era una lastricatura di basalto. Perché? Questa stratificazione permetteva di creare una sorta di filtro. Gli strati più bassi erano i più grezzi ed i superiori presentavano ciottoli più fini non permettendo così all’acqua di ristagnare.  

Cartina illustrativa della Via Claudia Augusta realizzata da Federico Fagotto, 2020

La strada spesso non era collocata a fondovalle, per timore di inondazioni, piene ed attacchi nemici, ma si posizionava sui fianchi delle montagne ed è ragionevole pensare che in montagna forse vi fossero delle “rotaie” per evitare che i carri potessero cadere lungo i precipizi come è documentato in altre strade romane alpine.

Ad ogni miglio (“mille passi”, 1478,5 metri) era posto un miliare, una pietra cilindrica che serviva da “contachilometri” per i viaggiatori. Ne sono stati rinvenuti due integri lungo la nostra strada, quello di Rablat e quello di Cesiomaggiore che dimostrano i due tracciati (quello padano e quello altinate) della via Claudia Augusta. 

Per concludere questo piccolo approfondimento sull’antica Roma, vi siete mai chiesti l’etimologia di strada? Il nostro termine italiano “strada” deriva dal latino strata che richiama la l’idea di lastricato o selciato dell’ultimo strato della via romana, inoltre il termine inglese street o quello tedesco Strasse vi ricorda qualcosa?

Un panorama della Valsugana oggi nello scatto di Massimo Cappelletti, 2020

Le fonti di seguito riportate sono state utilizzate sia per reperire le informazioni relative all’articolo sia per l’approfondimento web.

Bibliografia:

  • Adriano Rigotti, Lagarina Romana, Osiride, 2007, Rovereto
  • Aldo Gorfer, I castelli del Trentino guida, vol. III, Arti grafiche Saturnia, 1990, Trento
  • Alberto Angela, Impero, Mondadori, 2010, Milano

Sitografia:

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Pubblicato da Nicolò Canal

Sono Nicolò, uno degli autori che scrive per Trentino History. Di origine trevigiana, attualmente sono stato adottato dal Trentino per via dell’Università, infatti studio giurisprudenza all’Università di Trento. In università cerco di specializzarmi nel campo del diritto civile ed in quello della storia del diritto, materia che mi affascina sin da bambino. Nel tempo libero arrampico e cerco di leggere qualcosa di diverso dai manuali di diritto e dai codici.