Possono le barche navigare sulla terra? Galeas per montes conducendo.

di Aldo Gottardi
L’immagine in evidenza è stata tratta da Michele Avati, Lungo il percorso dal fiume Adige attraverso l’abitato di Mori, opera esposta presso il Museo Civico di Malcesine (VR) (in Paolo Domenico Malvinni, La magnifica intrapresa. Galeas per montes conducendo).

La piccola Valle di Loppio, che collega la Vallagarina al Lago di Garda, è da sempre stata un importante luogo di transito nel quale passarono moltissimi viaggiatori, turisti, sportivi (tra i quali, in questa settimana, anche il nostro Michele Grieco) e, nel Medioevo, anche…una flotta di navi da guerra!

1438: La Signoria milanese dei Visconti era scesa in guerra contro la Serenissima Repubblica di Venezia, che aveva diversi possedimenti ed alleati nella pianura Lombarda e sulle sponde del Garda. In quella data l’esercito visconteo comandato dal Capitano di Ventura Niccolò Piccinino cinse d’assedio la città di Brescia, importante alleato di Venezia. Il capitano di ventura Gattamelata (al secolo Erasmo da Narni), che combatteva al soldo degli assediati bresciani, riuscì a fuggire dalla città insieme a una armata composta da circa 2000 fanti e 600 cavalieri, iniziando un rocambolesco viaggio per sfuggire ai Visconti.

Combattendo e corrompendo guardie si diresse verso nord, in Val Sabbia, poi nelle Giudicarie e da lì nell’Alto Garda. Qui Gattamelata prima sconfisse le truppe dei Conti d’Arco che sbarravano il passo, poi imboccò la strada che da Nago porta alla piana dell’Adige e da qui verso la laguna veneta. Arrivato a Venezia e informato il governo della città sulla situazione, iniziarono subito i preparativi per inviare aiuti agli alleati, trovandosi però di fronte un grande problema: ogni via di terra era sbarrata dalle truppe milanesi.

Il Maggior Consiglio veneziano, per cercare di aggirare l’ostacolo, approvò una proposta avanzata dall’ingegnere Biaso de Arboribus e del marinaio greco Nicolò Sorbolo, ardita e mai tentata prima: trasportare aiuti via nave…sulla terraferma! Fu incaricato dell’impresa proprio il Gattamelata, nel frattempo nominato capitano generale, che nel gennaio del 1439 salpò da Venezia con 25 “barche grosse” (mercantili armati) e alcune galee e fregate (navi da guerra). La flotta risalì l’Adige dalla sua foce vicino a Chioggia superando enormi difficoltà, demolendo ponti, affrontando secche ed ostacoli fino ad arrivare prima a Verona e poi a Mori.

Nel frattempo, truppe in avanscoperta del Gattamelata compivano azioni di disturbo ai danni dei milanesi intorno a Brescia, riuscendo a far portare in città alcuni carichi di cibo. In questo modo si cercava anche di creare un diversivo per allontanare le truppe nemiche dalle sponde del Lago di Garda. Tornando alle navi a Mori, tra febbraio e marzo del 1439 (poco meno di due mesi dopo essere partite da Chioggia), queste furono tirate in secca e, grazie al lavoro di migliaia di operai e genieri militari, furono trasportate attraverso l’angusta Valle di Loppio.

Grazie a complessi (e in parte misteriosi) macchinari ed infrastrutture le imbarcazioni, con tutto il loro carico di armi ed aiuti, superarono anche i grandi dislivelli del Passo San Giovanni e della Valletta di Santa Lucia, scivolando finalmente nelle acque gardesane vicino a Torbole. Appena arrivate, le navi iniziarono subito a portare rifornimenti all’alleato attraverso il porticciolo del Ponale (sulla sponda ovest del Garda). Queste manovre però furono presto individuate dalle armate del Piccinino, che in una grande battaglia navale a Maderno distrusse la flotta veneziana.

Fine? Non proprio, perché dopo appena un anno, nel 1440, la Serenissima ci riprovò, passando per la stessa e ormai “rodata” strada, riuscendo stavolta ad avere la meglio sulla flotta e le armate viscontee, assediando ed occupando Riva del Garda e il porto del Ponale e liberando alla fine Brescia, riaffermando così definitivamente il proprio controllo sul Lago di Garda e le sue sponde.

545 anni dopo l’impresa, nel 1983, sul periodico Disney “Topolino” (n. 1429) fu pubblicata la storia a fumetti “Paperin de la ventura”, che si ispirava in larga parte alla vicenda delle galeas per montes.

Bibliografia e sitografia