Trento, città fortezza

di Daniele Cristofolini

L’immagine in evidenza proviene dall’archivio privato di Leonardo Valentini e raffigura il forte di Cadine

Non tutti sanno che, nel periodo dal 1860 al 1915, il Trentino e la sua città Trento vennero massicciamente fortificate.
La decisione Austriaca di fortificare il Trentino, trae origine dai fatti d’arme accaduti nel 1848, durante la prima guerra d’indipendenza, quando i Volontari Lombardi (corpi franchi) giunsero fino alle porte di Trento.

Fu il Generale Kuhn von Kuhnenfeld, reduce della campagna d’Italia del 1848 a dare il via alla costruzione delle prime fortificazioni, lungo le vie d’attacco dei Corpi Franchi: Val Giudicare, Riva del Garda, Passo del Tonale, Rocchetta (Val di Non) e Bus de Vela.

Il forte di Cadine oggi, foto di Daniele Cristofolini

Il Regno d’Italia fin dalle guerre d’indipendenza, aveva delle mire verso il Trentino per motivi legati al completamento dell’unità nazionale, ma soprattutto per motivi strategico militari.
Il Trentino dopo la guerra del 1866, diventa una zona di confine di grande importanza militare e Trento diventa il principale nodo logistico e stradale per il controllo delle principali vallate.
Questo indusse il comando Austriaco a finanziare la progettazione e la successiva costruzione di una ventina di fortificazioni, atte a difendere la città da un eventuale attacco Italiano.

Il 25 maggio 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria a Trento e nelle borgate ebbe inizio un imponente piano di evacuazione, in cui si sfollano quasi 15.000 persone. Soltanto il personale civile necessario al mantenimento dei servizi essenziali per la città, venne autorizzato a restare.
Per i pochi cittadini che rimasero, le condizioni di vita all’interno della città diventano molto dure; la fame, la convivenza forzata con soldati e non ultima la legge marziale, resero la vita molto difficile

La Grande Guerra non raggiunse mai direttamente Trento e la cintura fortificata non fu mai utilizzata tanto che nel 1916, con l’avvento della Offensiva di primavera conosciuta come “Strafexpedition”, venne meno il pericolo di un eventuale avanzata Italiana.

La fortezza divenne obsoleta e iniziò ben presto il processo di disarmo e smantellamento delle opere difensive.
Con la battaglia di Vittorio Veneto, l’Esercito Italiano riesce a sfondare le linee Austriache sul fiume Piave e sul monte Grappa.
Il 28 ottobre 1918, iniziano le trattative per chiedere l’armistizio, che verrà firmato il 3 Novembre a Villa Giusti.

Intanto a Trento i primi giorni del Novembre 1918, chiamati giorni del “Rebalton”, la città fu in preda all’anarchia, i magazzini di scorte alimentari vennero saccheggiati da soldati e civili, il 3 Novembre, i soldati del Regio Esercito Italiano entrarono in città, prendendone il controllo.

Con l’annessione del Trentino al Regno d’Italia, i vecchi forti Austro-Ungarici passarono all’Esercito Italiano, che li utilizzò come polveriere o depositi, molti di essi successivamente passarono di proprietà ai comuni.
Alcuni forti e tagliate, in questi ultimi anni, sono stati recuperati a scopo museale, altre invece sono tuttora abbandonati e inutilizzati.

Bibliografia
Trento città fortezza, Corrado Marzi, Tiziano Borsato, Persico Edizioni, 2000, Cremona
“Città Fortezza” Trento 1915-1918, Elena Tonezzer, Fondazione Museo Storico del Trentino, Publistampa, 2016, Pergine
Trento 1915-1918 La città Militarizzata, Volker Jeschkeit, Curcu e Genovese, 2016 Trento

Pubblicato da Daniele Cristofolini

Studente di studi internazionali all’università di Trento. Il suo contributo a Trentino History riguarderà in particolare la Grande Guerra. Nel tempo libero, oltre a divorare libri di storia locale, colleziona anche cimeli e cartoline d’epoca.