Piazza delle Erbe e Piazza Vittoria: due piazze di mercato e scultura

di Federico Duca

L’immagine in evidenza rappresenta Piazza Alessandro Vittoria (allora Piazza della Posta) nel 1900, la foto è stata tratta dalla Biblioteca Digitale Trentina.

Della fontana dei “do’ castradi” in piazza delle Erbe a Trento in molti sicuramente sanno che, se si ostruisce una delle due uscite speculari, il getto d’acqua aumenta dall’altra. Questa informazione potrà di certo risultare utile al lettore che non ne era a conoscenza, per non essere oggetto di scherno del primo monello.

La fontana veniva denominata anche “osteria dei do’ castradi”, difatti – ieri come oggi – chiunque si può dissetare con l’acqua fresca che zampilla dalle due teste di ariete. Proprio per questo motivo oggi è ancora popolarmente definita così.

Piazza delle Erbe a Trento negli anni ’20 (Biblioteca Digitale Trentina).

Questo nome però non rende onore alla fanciulla, inginocchiata sulla sommità della colonna, testimone impassibile di tante giornate di mercato. Veniva quasi da ripulirla dallo sporco mentre la si immortalava, avvolta in quelle docili spalle, con un ditino vicino alla bocca, come se stesse per dirci qualcosa. Si tratta di una copia in bronzo di uno stucco di Andrea Malfatti. 

Un dettaglio della fontana, la fanciulla inginocchiata (Foto di Federico Duca, 2020).

Il Malfatti, pur essendo nativo trentino (Mori, 1832), si formò a Milano all’accademia di Brera, dove potè respirare le tendenze del fervente panorama artistico lombardo di quegli anni. L’eredità neoclassica lasciata da Canova a Brera fu difatti di fondamentale importanza per la sua formazione. E’ grazie a Malfatti che possiamo respirare questo neoclassicismo anche in altri angoli di Trento, sono infatti sempre sue opere: la fontana del Bacchino in Piazza Pasi e le statue dei santi Pietro e Paolo ai lati dell’attico della facciata della chiesa di S. Maria Maggiore.

Alcide Davide Campestrini, Ritratto di Andrea Malfatti (olio su tela, 1912)

Solo a inizio ‘900 questa fontana ha trovato la sua collocazione in piazza delle Erbe, prima si trovava in Piazza Alessandro Vittoria, ove oggi al suo posto sorge la pregevole statua di Edoardo Rubino. La prossima volta che andrete frettolosamente in una di queste due piazze per il mercato, soffermatevi un attimo ad ammirare queste opere.

La fontana dei “do’ castradi” nella sua vecchia collocazione in Piazza Alessandro Vittoria nel 1908 (Biblioteca Digitale Trentina).

Bibliografia:

  • Visita e approfondimento della mostra curata dall’arch. Michelangelo Lupo, La gipsoteca di Andrea Malfatti, Cappella Vantini di Palazzo Thun, Trento, 23 aprile – 3 luglio 2016
  • Fontane di Trento, Italia Nostra, Editrice Publiprint, 1989
  • Cara Vecchia Trento, G. Pacher, Casa Editrice Panorama, Trento, 1978 
  • Vecchia Trento, F. Bertoldi, G. B. Monauni, Trento, 1957
  • Trento ieri e oggi, E. Mosna, editrice Temi, Trento, 1971

Sitografia:

Pubblicato da Federico Duca

Dopo essermi diplomato senza infamia e senza lode al liceo classico “G. Prati” di Trento, al momento studio Giurisprudenza all’università di Trento. Appassionato di storia locale e giornalismo, qui cerco di sviluppare le mie passioni tra un esame e l’altro.