Un’accademia illuminista a Rovereto?

L’articolo è stato scritto da Nicolò Canal, mentre tutte le immagini contemporanee sono state scattate da Anna Valentini. Nell’immagine di copertina possiamo notare l’attuale sede dell’Accademia presso il Palazzo Del Bene in piazza Rosmini a Rovereto.

Questo breve articolo di approfondimento è per coloro che magari vogliono scoprire qualcosa di più sulla nascita dell’Accademia degli Agiati a Rovereto, anche se è solo un piccolo assaggio di ciò che possiamo raccontare della storia secolare di questa istituzione culturale.

Impresa araldica dell’Accademia degli Agiati, notare la chiocchiola che risale la piramide ed il motto “GIUNTO ‘L VEDRAI PER VIE LUNGHE E DISTORTE“.

La data di fondazione di quest’accademia è appunto il 1750. In quegli anni l’Europa stava conoscendo l’Illuminismo e le nuove idee si diffondevano dall’Inghilterra e dalla Francia rimbalzando da un salotto letterario all’altro. Questi salotti culturali avevano sede in case di aristocratici o ricchi borghesi e qui gli intellettuali illuministi potevano conversare di attualità e politica con le donne che spesso avevano un ruolo importante al loro interno.

Rovereto all’inizio Settecento era una cittadina italiana provinciale, ai confini meridionali dell’impero Asburgico, ma era molto ricca, grazie alla laboriosa industria tessile della seta ed al commercio. Per questo si era creato da tempo un gruppo di famiglie patrizie che divennero pian piano culturalmente molto attive. 

Bianca Laura Saibante in un olio su pergamena (1827)

Alcuni esponenti di queste avevano infatti dato vita ad un circolo culturale presso la dimora patrizia di Bianca Laura Saibante. Bianca, suo fratello Francesco ed il suo futuro marito Giuseppe Valeriano Vannetti insieme ad altri due intellettuali del circolo decisero il 27 dicembre 1750 di creare l’Accademia degli Agiati sul modello dell’Arcadia a Roma (1690), accademia a cui Bianca era affiliata. Ben presto però crebbe tanto che il primo anno contò più di un centinaio di soci.

Vannetti fu l’ispiratore di questa iniziativa culturale e poi diventò segretario accademico, ma anche Bianca Saibante ebbe un ruolo di primaria importanza. Costoro furono i principali promotori dell’Accademia e, complici gli interessi comuni, dopo molti anni di fidanzamento nel 1754 si sposarono ed ebbero un figlio, Clementino.

Alcuni scatti del palazzo del Bene, attualmente di proprietà della fondazione CARITRO. Anna Valentini, 2020

Il gruppo di intellettuali aveva inoltre sulle spalle l’esperienza del letterato Girolamo Tartarotti. Egli era stato il precettore di Vannetti e di Bianca Saibante e aveva tentato di ravvivare il panorama culturale cittadino con una prima accademia (dei Dodonei), ma con scarso successo. Ciononostante, era riuscito a portare in città una tipografia ed una fitta rete di corrispondenza con importanti istituzioni scientifiche e filosofiche dell’epoca, che vivacizzarono il clima culturale da cui sorse il circolo. 

Sperando di avervi incuriosito, vi ricordo che l’Accademia degli Agiati ha un sito in cui racconta la sua storia. Ci sarebbe molto altro da scrivere su questa Accademia: dall’impresa araldica con la chiocciola fino al motto “GIUNTO ‘L VEDRAI PER VIE LUNGHE E DISTORTE“… magari ne tratteremo in futuro, se questo argomento vi aggrada!

Dettaglio del palazzo. Anna Valentini, 2020

Fonti:

Piazza Rosmini e la fontana, sullo sfondo il Palazzo Del Bene. Anna Valentini, 2020

Pubblicato da Nicolò Canal

Sono Nicolò, uno degli autori che scrive per Trentino History. Di origine trevigiana, attualmente sono stato adottato dal Trentino per via dell’Università, infatti studio giurisprudenza all’Università di Trento. In università cerco di specializzarmi nel campo del diritto civile ed in quello della storia del diritto, materia che mi affascina sin da bambino. Nel tempo libero arrampico e cerco di leggere qualcosa di diverso dai manuali di diritto e dai codici.