Chiesa del Redentore a Trento, una chiesa che non passerà più inosservata

di Federico Duca

Nell’immagine in evidenza si può ammirare la chiesa ancora in ristrutturazione (Federico Fagotto, 2020).

La chiesa del redentore vicina alle scuole elementari Crispi non è sicuramente la chiesa più conosciuta di Trento, ma di certo sarà saltato agli occhi del passante il recente restauro, che ha finalmente bloccato un annoso stato di abbandono.

Il capitello in stile neo-rinascimentale presente all’ingresso della chiesa (Federico Fagotto, 2020)

Fu progettata nel 1889 dall’ingegnere tedesco Ludwig Pulsator come Cappella dell’Istituto Sordomuti di Trento. I due edifici erano stati costruiti adiacenti. Quando fu il momento di abbattere il vecchio istituto si pensò infatti di non risparmiare il segmento di muro perimetrale su cui poggiano ancora oggi le capriate della chiesetta. Si fece tutto questo per non incorrere in problemi di natura strutturale, ecco spiegata l’esistenza di quella parte di edificio, che a vederla dalla strada risultava alquanto fatiscente. Negli ultimi anni proprio da questa parete stavano provenendo notevoli inflitrazioni d’acqua piovana, che rischiavano di danneggiare irreparabilmente la chiesa.

La scritta “Christo mutorum miserenti” in stile neo-romanico sul timpano (Federico Fagotto, 2020)

La cappella è costruita in stile storicista, e cioè attraverso citazioni dei diversi stili architettonici del passato. L’architettura si presenta esternamente molto elegante, con un portale gemino su via San Giovanni Bosco ed un rosone con lo stemma vescovile. E’ possibile notare sia elementi neo-rinascimentali, che elementi neo-romanici. Un esempio di neo-romanico lo possiamo individuare nella scritta “Christo mutorum miserenti” presente sul timpano.

Il rosone con lo stemma vescovile (Federico Fagotto, 2020)

I recenti lavori fanno parte del “Santa Chiara Open Lab”, il progetto di riqualificazione complessiva varato dal Comune per quella zona grazie al Fondo Periferie del governo Renzi. Oggi finalmente la chiesa si presenta radiosa nelle mattine di sole. Il restauro ci consente di poter ammirare sulla lunetta sopra le due porte di ingresso una dolce Madonna, salvata giusto in tempo da un degrado che rischiava di risultarle fatale.

La Madonna presente sulla lunetta (Federico Fagotto, 2020)

Sitografia

Pubblicato da Federico Duca

Dopo essermi diplomato senza infamia e senza lode al liceo classico “G. Prati” di Trento, al momento studio Giurisprudenza all’università di Trento. Appassionato di storia locale e giornalismo, qui cerco di sviluppare le mie passioni tra un esame e l’altro.