San Martino, la storia di un quartiere attraverso le sue cicatrici

L’articolo e le fotografie moderne presenti in questa pagina sono di Borja Escribano Navajo, 2020.

Oggi intrappolato tra il rumore del traffico e il cemento, il quartiere di San Martino sembra ancora non riuscire ad accettare il fatto che la sua storia venga dimenticata. Della sua storia legata all’economia fluviale rimangono delle tracce: gli affreschi rinascimentali sulle facciate e la medievale Torre Verde. Ci sono anche segni di un’economia moderna legata agli scavi minerari della Cervara.

Trento, chiesa di San Martino, interno con la cupola affrescata da Giorgio Anselmi, ante 1944, stampa su carta alla gelatina sali d’argento, cm 13 x 18. AFS, Fondo ex-Soprintendenza Statale. AFS, Soprintendenza per i beni culturali, Provincia Autonoma di Trento

Inevitabilmente un quartiere che ha vissuto l’incuria e gli effetti dei bombardamenti del 13 maggio di 1944. Ne rimangono delle cicatrici fatte di cemento. Di questo parliamo oggi. Senza dubbio un quartiere importante, che è cresciuto non solo grazie all’Adige, ma anche intorno al suo cuore: la chiesa di San Martino. Un gioiello architettonico settecentesco che andò a sostituire la chiesa del XI secolo e l’ospizio per poveri, ammalati e pellegrini ad essa collegato. Dove sorgeva la chiesa medievale, tra il 1740 e il 1750, fu eretto il progetto commissionato a Francesco Oradini. La chiesa non scappò alla presenza francese, fu trasformata in deposito durante le guerre napoleoniche e restituita al culto solo nel 1819.

Trento, chiesa di San Martino, interno verso l’abside, ante 1944, stampa su carta alla gelatina sali d’argento, cm 13 x 18. AFS, Fondo ex-Soprintendenza Statale. AFS, Soprintendenza per i beni culturali, Provincia Autonoma di Trento.

Quando Trento fu bombardata, don Simone Weber era priore di San Martino e raccolse – in un libro dedicato alla chiesa – alcune immagini prima della distruzione, quando ancora c’erano gli altari marmorei di Oradini, gli affreschi festosi di Anselmi e le tele di Cignaroli, Boscarati, Marchesi, Varotti e Knoller. Purtroppo non è rimasto nulla di tutto ciò. Il nuovo edificio sacro fu eretto lungo via Brennero tra il 1952 ed il 1961, su progetto dell’architetto Efrem Ferrari. Il presbiterio fu ornato, nel 1963, da mosaici figurati realizzati da Gino Novello. La facciata fu ornata da dipinti murali del pittore Bruno Degasperi nel 1996 e successivamente nel 2008.
Oggi queste tracce di cemento ci lasciano visibile un sentiero ancora percorribile per non cadere dimenticate.

Fratelli Pedrotti, Trento, la chiesa di San Martino dopo il bombardamento, 1944, negativo su pellicola alla gelatina sali d’argento, 35 mm. AFS, Fondo Pedrotti (F.lli). Ulteriori informazioni qui. AFS, Soprintendenza per i beni culturali, Provincia Autonoma di Trento
San Martino oggi. Fotografia di Borja Escribano Navajo, 2020.

Bibliografia:

  • Gullino Giuseppe (cur.), STORIA DI TRENTO DALL’ANTICHITA’ ALL’ETA’ CONTEMPORANEA, Cierre edizioni, Verona, 2011

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Pubblicato da BorjaNavajo

Castigliano di origine e trentino d'adozione da tre anni, mi sono laureato in Storia dell'Arte presso l'Università Complutense e ho conseguito un master in Archeologia presso l'Università Autonoma di Madrid. Volendo spremere ed estrarre l'essenza dei luoghi in cui passo.