Il Circolo Operaio di Santa Maria a Rovereto da 111 anni

L’articolo e le fotografie a colori sono di Borja Escribano Navajo. La fotografia in bianco e nero in copertina si trova all’interno del locale, si ringrazia Paolo Cimonetti per la disponibilità.

Il Circolo Operaio di Santa Maria (Rovereto), 111 anni simbolo del rione.

Scelto da tanti per fare “l’ape” afterwork o sentire musica al vivo, attratti dalla sua magica atmosfera del cortile interno e della elegante strada ottocentesca del quartiere intorno a Via S.Maria. Un quartiere di Santa Maria che ci parla di storia, della storia industriale di Rovereto dove fiorivano centinaia di attività artigianali di ogni genere ed anche industriali. Non c’era cortile o spazio al piano terra di quei palazzi che non ospitasse lavoro. Era la parte produttiva più importante di Rovereto: lì si trovavano fabbri, calzolai, pellicciai, ecc. Oggi Santa Maria è un rione principalmente residenziale, che ha visto andarsene uno ad uno artigiani e commercianti, botteghe e negozi. Il Circolo operaio economico Santa Maria, fondato il 6 settembre 1911, invece resiste come simbolo del rione dopo 111 anni, insieme all’asilo Vannetti e al teatro dell’oratorio.

Fotografia di Borja Navajo, 2021

Il Circolo fu fin dalla nascita luogo di incontro di tutte le anime di quella atmosfera operaia dove potevano socializzare, partecipare a riunioni politiche e culturali. Erano momenti in cui recitavano su quel palco i filodrammatici di Nino Berti, Bianca Toldo e Guido Miotto. Erano i tempi in cui il quartiere ospitava la cartoleria Ati, la compagnia petrolifera Costa, la fonderia Zanetti, gli uffici Bini-Matteotti-Belli e la conceria Bettini. Periodo in cui il tessuto imprenditoriale e la mobilitazione dei lavoratori erano forti e solidali e caratterizzavano il quartiere. L’arrivo del fascismo e la distruzione delle bombe alleate avrebbero messo fine a un periodo di stabilità e progresso.

Nelle foto storiche dei fondatori sostenitori dei primi decenni, si riconosco fianco a fianco e con la stessa espressione fiera di esserci: gli industriali Augusto Bini e Angelo Marsilli, il fabbro Pietro Colombo, primo presidente del Circolo, e il ciabattino Filippi.

Borja Navajo, 2021
Fotografia storica all’interno del locale, si ringrazia Paolo Cimonetti per la disponibilità.

Nei decenni successivi, di ripresa e ricostruzione, sarebbero arrivati ​​altri tempi: come quelli del boom economico degli anni ’60 e ’70, raggiungendo poi altri tempi di crisi e di individualismo postindustriale, come fu negli anni ’90 quando gran parte del palazzo fu venduto per far fronte a difficoltà economiche, soci, operai e artigiani diminuiti. Il Circolo è stato chiuso per molti anni e oggi conta fino a 50 membri ed è presieduto da Alfredo Slaifer. Non solo affascina la sua architettura interna, ma anche la sua storia: solidarietà di ieri, spirito che lotta per non sparire, essendo simbolo di identità del rione.

Borja Navajo, 2021

Ringraziamenti a Paolo Cimonetti, gestore del bar, che ci ha lasciato fotografare le foto storiche. Per seguire il calendario culturale del bar del Circolo su IG: @barcircolosantamaria

Pubblicato da BorjaNavajo

Castigliano di origine e trentino d'adozione da tre anni, mi sono laureato in Storia dell'Arte presso l'Università Complutense e ho conseguito un master in Archeologia presso l'Università Autonoma di Madrid. Volendo spremere ed estrarre l'essenza dei luoghi in cui passo.